Privacy Policy Interazioni: complementare e simmetrica - Francesca Sartorato

Dal primo assioma della pragmatica della comunicazione umana non si può non comunicare, passiamo al quinto, interazioni: complementare e simmetrica. Una distinzione che non ha la pretesa di individuarne i tratti patologici bensì comprendere come in alcune circostanze si possano ingarbugliare le relazioni al punto da renderle problematiche anziché fonte di sostegno reciproco.

Sono simmetrici

quegli scambi e relazioni che vedono gli interlocutori partire da posizioni e comportamenti simili, tra pari e dove si sviluppano dinamiche di competizione o rivalità nelle quali l’accentuazione di un comportamento dell’uno provoca un rafforzamento del comportamento dell’altro.

Vi è un antagonismo continuo tra due soggetti che si percepiscono come avversari.

Sono invece complementari

gli scambi nei quali le posizioni e comportamenti dei due soggetti “sono dissimili ma si integrano a vicenda (come ad esempio l’ammirazione integra l’esibizionismo) (Bateson, 1972). Si tratta di scambi caratterizzati principalmente dalla gerarchia nelle posizioni assunte dai soggetti e l’accentuazione dei comportamenti di entrambi.
In altre parole vi è un rafforzamento della condizione di partenza e nel caso di un carnefice e la sua vittima, ognuno aumenterà la propria indole: ancor più carnefice, ancor più vittima alimentando un circolo vizioso che rafforza e imprigiona i soggetti nelle posizioni iniziali assunte nel gioco.

Esempi di relazioni complementari costituiscono la relazione sovraordinato-subordinato, assertività-soggezione, dominio-sottomissione, sadismo-masochismo, autorità-dipendenza, per citarne alcuni.

La relazione carnefice-vittima inoltre fonda i processi che conducono alla creazione dei capri espiatori: soggetti sui quali vengono proiettate colpe e/o malesseri di un intero gruppo e a causa di queste vengono emarginati o espulsi dallo stesso.

Si nasce o si diventa?

L’analisi delle interazioni: complementare e simmetrica fa riferimenti ai ruoli assunti dai soggetti o alle patologie individuali e non solo, osserva anche come ciascun soggetto partecipando mette in gioco e sviluppa alcune caratteristiche. Non si è vittima o carnefice per nascita ma si può diventare nell’ambito di una relazione.

Entrambi i tipi di relazione si fondano su un comportamento di feedback reciproco: un soggetto rispetto ad un altro e viceversa. Nel termine feedback è inscritta la possibilità di un movimento che nel ritornare su sé stesso si rinforza e sostiene.

Escalation

L’esasperazione di questo movimento all’interno di uno schema simmetrico o complementare può portare a estreme conseguenze dell’una o altra tipologia.

  • In quella simmetrica, ad esempio, si possono verificare delle escalation e si può passare dalla discussione al litigio verbale fino allo scontro fisico. Un esempio la guerra dei Roses che da piccoli dispetti reciproci vedrà i protagonisti causare la morte uno dell’altra.
  • In una relazione complementare le parti sono rigidamente imprigionate dentro posizioni reciproche fino al modello carnefice-vittima in cui una parte diventa sempre più violenta a fronte di una crescente debolezza dell’altro.

Come equilibrare?

Per evitare la degenerazione delle interazioni: complementare e simmetrica è importante introdurre elementi di una tipologia nell’altra, un po’ di complementarietà nella simmetria e viceversa per contribuire alla stabilizzazione della situazione.

Entrambe rappresentano il contrario logico dell’altra. Il messaggio di feedback dovrà essere usato per cambiare la struttura che regola il processo stesso e non per incrementarlo.

Per fare un esempio, in una relazione simmetrica, se due interlocutori stanno animatamente conversando al limite del litigio e uno dei due alza la voce, l’altro anziché alzarla a sua volta improvvisamente adotta un tono di voce più basso. Quello che crea è uno spiazzamento, una rottura di schema che li motiverà ad uscire dall’escalation.

Nel caso di una relazione complementare se il carnefice grida, la vittima, invece che mettersi a piangere potrà farsi coraggio e cominciare a dire ciò che pensa con convinzione.

In entrambi i casi di interazioni: complementare e simmetrica, lo schema relazionale cambierà – il sistema auto-correttivo tenderà a ristabilire uno stato di equilibrio. Uscire dalle abitudini, essere sensibili e flessibili al cambiamento.

Il dono diventa competizione negli scambi simmetrici (fare un dono sempre più costoso in modo che qualcuno si senta in debito). In quelli complementari può costituire invece un vincolo per soggiogare qualcuno: “se fai il bravo ti compro un regalo”.

Tuttavia, se osserviamo dall’esterno le interazioni: complementari e simmetrica, ciò che emerge è che ognuno degli interlocutori tende a rimanere ancorato alla propria posizione, al proprio punto di vista e giudica “sbagliato” quello dell’altro.

Inoltre, non avere una definizione della situazione comune, un obiettivo comune, delle aspettative comuni fa sì che, esaminando singolarmente le posizioni, entrambe possano sembrare ragionevoli. Tutto questo che mi ricorda il gioco della doppia visione che propone Marianella Sclavi in “Arte di ascoltare e mondi possibili” che vedremo nel prossimo articolo.

 

Stay tuned!

 

Accettando l’unione con un essere che m’aveva oppressa e gettata a terra, piccola e senza difesa, avevo creduto di ubbidire alla natura, al mio destino di donna che m’imponesse di riconoscere la mia impotenza a camminar sola.

SIBILLA ALERAMO

 
Bibliografia:
Pragmatica della comunicazione umana: P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson – Casa editrice Astrolabio
Comunicare interagendo, i rituali della vita quotidiana: un compendio. La linea dell’arco e delle Pietre a cura di Valentina Rettore – Edizioni Utet

Photo:
People: by Ryoji Iwata on Unsplash
Elefanti: by Corentin Marzin on Unsplash
Ballerini: by Ryoji Iwata on Unsplash