
About me.
È passato qualche anno da quando ho deciso di aprire il mio primo spazio on line: makeasier; un periodo che ho definito di “grandi manovre”. Avevo cercato una parola che sintetizzasse ciò che volevo fare: rendere le cose semplici.
Ma a chi mi rivolgevo? Chi erano i miei interlocutori?
Il mio lettore modello, come lo definirebbe Umberto Eco, era una persona in cammino che come me aveva voglia di guardare sotto il velo.
Ero molto attratta, e lo sono ancora, dagli studi sulla biografia umana dal punto di vista antroposofico. Non era stato facile approcciarmi a questo tema, ma ero stata aiutata nella comprensione da persone che avevano fatto di questa conoscenza una ragione di vita, interesse e curiosità da parte mia avevano fatto il resto e addentrarmi in questo argomento è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita e che ho portato nella mia quotidianità.
Avevo dato priorità a mio figlio, ai miei capi, era ora di imparare ad ascoltare e soddisfare le mie necessità, cambiando radicalmente punto di vista.
Un periodo della vita in cui si fa il punto della situazione, decidere se sia il momento di concludere un vecchio progetto e iniziarne uno nuovo oppure continuare con il solito tran tran.
Che cosa ho fatto io?
Ho ripreso in mano la mia vita e deciso di ripartire dai fondamentali: l’istruzione. Sentivo che mi mancavano le fondamenta, pensavo di aver costruito fino a quel momento un castello di carte gigantesco che al minimo sussulto sarebbe potuto cadere.
La domanda che mi si proponeva a quel punto riguardava proprio il settennio successivo, la direzione: dove volevo andare? Più dalla parte dello scheletro (delle finanze, del corpo fisico, delle cose materiali) oppure più verso il versante del sangue (della spiritualità, dell’escarnazione)?
Facile intuire, a quel punto le cose materiali erano passate in secondo piano per lasciare il posto ad altro, ho così iniziato a permettermi spazi di autonomia che prima faticavo a concedermi. Era arrivato il momento di dare sostanza ai miei sogni di ragazzina, il liceo artistico prima e l’università poi.
Ho scelto comunicazione, un corso di laurea che ha cambiato l’ordinamento proprio quando ho iniziato io. Cambiamenti notevoli rispetto al precedente, molta sociologia che ho scoperto essere una scienza straordinaria e una visione della comunicazione eterogenea che esplora tanti campi.
Una scelta che mi ha portato ad aprire mente e cuore in spazi che non avrei immaginato di esplorare. Non contenta, completato questo primo percorso ho deciso che non era ancora tempo di fermarsi e ho dirottato verso il Servizio sociale, una laurea magistrale che cerca di portare innovazione in un contesto complesso. Si parla di Giustizia Riparativa, di Empowerment e di tanto altro ancora…
Tutto molto interessante. Ho concluso questo percorso con una tesi di ricerca sull’ultima fase di vita di un anziano che risiede in una casa di riposo. Mi sono confrontata con una realtà che non conoscevo e che mi ha provocato sofferenza, ma anche una grande ricchezza.
Dignità e fine vita, argomenti difficili da affrontare che hanno bisogno di essere approfonditi. Ho così pensato di concludere questo percorso formativo con un master (ottobre 2021): Death studies & the end of life for the intervention of support and the accompanying. Com’è andata? Bene direi, qualche inevitabile scossone ma evidentemente ero pronta. Il tema di morte e morire è tosto, nasconderlo sotto il tappeto è inutile oltre che dannoso. Il percorso del master prevede la realizzazione di un progetto di gruppo.
Io e altre quattro intrepide abbiamo esplorato il ruolo della Doula del fine vita, una figura che accompagna morente e famiglia in una fase estremamente complessa e difficile della vita di un individuo. Una professione che nasce negli Stati Uniti e si espande nei paesi anglosassoni. Il nostro è stato un tentativo utile a capire se tale figura potesse essere inserita nel nostro contesto culturale. Un contesto in cui il tema di morte e morire viene spesso censurato, come se non parlarne significasse escluderlo dalla nostra vita. Non è così, possiamo esserne spaventati ma a volte guardare in faccia la paura, comprendere, dotarsi di strumenti può aiutare. A me ha aiutato.
Una ricerca umanamente importante, i professionisti che ho incontrato mi hanno ricordato che ci sono molte persone che hanno a cuore il benessere dell’altro e, chi opera all’interno delle Cure Palliative negli Hospice o nel territorio, molto spesso ha davvero una marcia in più.
Sto mettendo insieme i pezzi, presto dedicherò uno spazio all’accompagnamento, alla narrazione biografica, a come poter rendere dignitosa questa ultima tappa della nostra residenza terrena.
A ottobre 2022, ho pensato a dieci anni fa; nel 2012 ritenevo di essere “in progress” e oggi nulla sembra cambiato, continuo a essere in movimento. Forse questo è il mio modo di vivere. Possono cambiare gli obiettivi, ma lo scopo primario rimane quello di onorare la vita, per sé stessi, per le persone che ne fanno parte e per quelle che incontreremo in seguito. Sto già pensando al nuovo step… ho deciso di non farmi mancare nulla e presto capirò di cosa si tratta.
Mi ci è voluto un po’ ma ho capito che c’era una conoscenza che non avevo ancora avuto il coraggio di approfondire, pur essendone sempre stata affascinata: la Filosofia. Era tempo di concedermi l’esplorazione di questo ambito. Una veloce ricerca in rete e ho capito che la proposta formativa di Ca’ Foscari (Venezia) era quella che più mi solleticava. Detto fatto, eccomi a settembre 2023 a tornare sui “banchi di scuola”. Dopo alcune settimane ho capito di essermi fatta un grande regalo. Certo ci saranno degli esami da superare, ma non è comunque sempre così? Vedremo come andrà…
Stay Tuned!
