Nel post precedente abbiamo visto le forme di dignità e gli elementi che caratterizzano la dignità nell’incontro. Ora esploreremo le possibili violazioni e promozioni, i possibili oggetti a livello collettivo, individuale e le conseguenze in caso di violazione.
Quali sono le azioni che possono violare la dignità?
Gli elementi da considerare sono molti e riguardano indicatori fisici e sociali (e.g.: età e abbigliamento), atteggiamenti e gesti (e.g.: sorridere o evitare contatti visivi) da interpretare e poi dare loro risposta attraverso processi sociali costituiti da parole o azioni.
Estrapoliamo dalla ricerca citata alcune esperienze di violazione:
- Maleducazione: cattiveria gratuita o mancanza di rispetto generalizzata;
- Indifferenza: mancanza di considerazione, attenzione o cura;
- Condiscendenza: parlare ad un adulto come fosse un bambino;
- Sminuire, ignorare: far sentire l’altro inferiore, renderlo invisibile o senza voce;
- Disprezzare, denigrare, oggettivare: non riservare il valore che merita, trattarlo male o come un oggetto e non una persona;
- Limitare: le capacità di una persona di dirigere la propria vita, la sua autodeterminazione…
… e la lista può continuare: ingannare, etichettare, diffidare, sospettare, discriminare, sfruttare, escludere, privare dei bisogni primari etc. etc. tutte azioni che compromettono la dignità della persona cui sono dirette.
Processi caratterizzate da proprietà:
- temporali (durata o frequenza);
- di scopo (coinvolgono sia individui sia collettivi);
- di visibilità (attribuibili a specifiche persone o ad anonimi);
- di intenzionalità (atti di omissione o commissione) che si verificano a tutti i livelli, dalla propria realtà fino a livello globale.
È la concomitanza di azione (azioni o parole) e interpretazione che rende un processo sociale una violazione della dignità. Le parti coinvolte nell’incontro, inclusi eventuali osservatori, devono comprendere ciò che accade e attribuirgli un significato. Pertanto, l’interpretazione stessa è un processo sociale strutturato da più livelli di condizioni.
Chi si trova in una posizione di vulnerabilità, ad esempio, potrebbe essere più propenso a interpretare un lieve insulto sociale come una violazione della dignità, senza magari esserlo. In un contesto caratterizzato da circostanze difficili, le persone possono essere logorate dal costante stato di malessere. Qualsiasi domanda o rifiuto di cooperazione può così essere interpretato come un attacco alla dignità.
Questo significa che anche il momento che si sta vivendo può essere terreno più o meno fertile a possibili violazioni ed essere noi a concedere a qualcuno di ferirci. Se non pensiamo di meritare le attenzioni altrui, potremo travisare la loro buona intenzione e percepirla in modo del tutto diversa.
Come promuovere la dignità?
Gli autori della ricerca già citata, a differenza della violazione, hanno faticato a individuare i processi sociali sottesi alla promozione della dignità, (come se gli stessi fossero ritenuti scontati…).
Tuttavia, debitamente facilitati i protagonisti hanno poi operato una divisione tra promuovere la propria dignità e quella degli altri.
Promozione della propria dignità
- Contributo: restituire qualcosa agli altri (volontariato);
- Disciplina: avere cura del proprio corpo attraverso igiene ed esercizio fisico;
- Indipendenza: essere autosufficienti;
- Realizzazione: completare una iniziativa in un modo che soddisfi o superi le aspettative;
- Autenticità: Essere sé stessi o onorare la propria individualità;
- Creatività: creare o condividere arte;
- Trascendenza: superare provocazioni o tentazioni;
- Limitazione e controllo: riconoscere i propri limiti comportamentali e assumersene la responsabilità;
- Perseveranza: anziché sopravvivere trarre il meglio da circostanze difficili;
- Evitamento: stare alla larga da chi in passato ha portato a violazioni della dignità;
- Resistenza: affermare sé stessi di fronte alle minacce alla dignità.
Promozione della dignità di altri:
- Riconoscimento: riconoscere l’umanità degli altri e mostrare apprezzamento;
- Accettazione: non giudicare la differenza;
- Presenza: essere vicini agli altri in situazioni difficili;
- Livellamento: ridurre al minimo le asimmetrie;
- Patrocinio, difesa, sostegno: sostenere o stare al fianco di coloro che sono oppressi;
- Empowerment: lavorare con gli altri per migliorare le loro abilità, capacità e competenze;
- Cortesia: dimostrazione di rispetto comune;
- Amore: onorare e stimare gli altri.
Violazione e promozione a livello collettivo e individuale
Oggetti che corrispondono alla dignità umana (persone e umanità), la dignità di sé (il sé, il corpo, l’agire morale e la personalità) e la dignità in relazione (autonomia, status e cittadinanza).
A livello collettivo: I processi sociali di violazione e di promozione anche se messi in atto in un incontro tra individui, possono offendere o beneficiare un popolo (gruppo o organizzazione) o l’umanità in generale. Un popolo può essere danneggiato da processi come diffamazione, discriminazione, esclusione o sfruttamento.
Una maggiore umanità può essere promossa attraverso il riconoscimento, l’accettazione e la cortesia.
A livello individuale possono essere suddivisi in:
- Lesioni o benefici per sé stessi (identità, concetto e rispetto di sé, autostima, individualità, intelligenza, carattere, autodeterminazione, fiducia, senso di sé come prezioso, degno o buono). Violazioni o rispetto del corpo (integrità fisica); lesioni o benefici al libero arbitrio (credenza, norme o estetica). Offese o potenziamento della personalità (umanità).
- Violazione e promozione della dignità: dell’autonomia (privacy, libertà di scelta o movimento); dello status (statura, posizione sociale, ruolo, reputazione, visibilità); e della cittadinanza (il rapporto tra un individuo e lo Stato).
Quando si verifica una violazione
la persona può provare molte emozioni, tra cui shock, paura, incredulità, dolore, mortificazione o imbarazzo, disagio o dolore, indignazione, frustrazione o rabbia.
Emozioni che si evolvono in una serie di esperienze a lungo termine quali:
- degrado: sentirsi inutili, non meritevoli, stanchi, falliti;
- umiliazione: vergogna e senso di colpa;
- rabbia: risentimento e ostilità;
- isolamento: non appartenenza, sentirsi diversi;
- insicurezza: sfiducia, paura;
- impotenza, apatia e depressione: mancanza di fiducia, pensieri suicidari.
L’individuo sperimenta inoltre una serie di perdite:
di rispetto, di autostima, di senso di sé, di status, di posizione sociale e morale, di fiducia e determinazione.
A lungo termine, le conseguenze della violazione della dignità portano a isolamento sociale o emarginazione.
Non solo, anche a riluttanza a cercare aiuto o ad accedere alle risorse disponibili.
E ancora, passività, scelte limitate, salute fisica e mentale cronicamente scarsa, vittimizzazione e abuso, accade che l’individuo violato reagisca violando altri.
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