Privacy Policy Non si può non comunicare, relazioni lineari e circolari - Francesca Sartorato

Non si può non comunicare. La cosa di cui a volte non siamo consapevoli nell’interazione con altri individui, è che le parole non sempre sono coerenti con il nostro linguaggio del corpo o con il comportamento che mettiamo in atto durante uno scambio.

Da un lato possiamo dire di sì ma dall’altro tutto il nostro essere in un tono più o meno pacato potrebbe dissentire attraverso uno sguardo, un pugno chiuso, un irrigidimento del corpo e molto altro ancora come vedremo in seguito.

 

La pragmatica della comunicazione umana è un’area di ricerca che studia le conseguenze della comunicazione su comportamenti e relazioni tra individui. La scuola di Palo Alto (California USA) – in particolare Paul Watzlawick – ha approfondito questi studi e postulato cinque assiomi che riguardano:

  1. L’impossibilità di non-comunicare
  2. I livelli comunicativi di contenuto e di relazione
  3. La punteggiatura della sequenza di eventi
  4. La comunicazione numerica e analogica
  5. L’interazione complementare e simmetrica.

In questo contesto analizzerò il primo e l’ultimo.

Non si può non comunicare

è un fatto incontrovertibile, anche rimanere immobili e in perfetto silenzio comunica qualcosa. Marina Abramovic seduta in silenzio e immobile comunica qualcosa; chiudere gli occhi durante un viaggio in aereo o in treno equivale a dire lasciatemi in pace, così come la porta chiusa della cameretta di un adolescente e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Il punto è che anche solo il fatto di esistere fa di noi dei comunicatori, che ne siamo consapevoli oppure no.

Relazione lineare

Ma facciamo un passo indietro, si parla di relazione lineare quando si concepisce la comunicazione tra soggetti come una successione di passi senza mai tornare al punto di partenza: un emittente produce un messaggio e un destinatario lo riceve, idea che ha caratterizzato e continua a caratterizzare gli studi sulla comunicazione di massa.

In questo senso ogni fenomeno di comunicazione è percepito come il risultato di un rapporto causa-effetto e trova un’analogia con il modello comportamentista secondo il quale ad uno stimolo corrisponde una risposta.

Nelle relazioni giustifichiamo pertanto le nostre azioni cercando cause e colpe che hanno determinato la nostra azione: “non è colpa mia, è stato lui che mi ha provocato…” oppure “mi ha detto cose terribili, potevo non arrabbiarmi?

Relazione circolare

Si parla invece di relazione circolare quando l’approccio sistemico introduce il concetto di feedback o retro-azione.

Quello che a prima vista appariva come un processo lineare si presenta ora come il risultato di un processo di influenza e interdipendenza reciproca, risultato di una serie di passi nel corso dei quali ci si condiziona a vicenda.

Si è al tempo stesso emittenti e riceventi tutti egualmente parte della situazione e cooperanti nella creazione dell’intero processo.

Si dimostra interesse in una conversazione attraverso le parole usate, ma anche tramite il comportamento che potrà confermare o smentire quanto affermato.

Questo accadrà proprio in virtù del fatto che è impossibile non comunicare, i protagonisti dell’interazione riceveranno ed emetteranno un messaggio nella relazione uno con l’altro.

Una partecipazione e un coinvolgimento simili a una danza che vedrà i danzatori intrecciare i propri gesti uno nella direzione dell’altro.

Assumere il modello di relazione circolare significa riconoscere l’incertezza degli esiti relativamente alla dinamica comunicativa che avviene tra i soggetti. Relazione circolare che può produrre almeno due tipi di feedback: ottuso e intelligente.

 

Feedback ottuso

Una sequenza di passi può ripetersi – ad esempio litigare per la stessa ragione e/o allo stesso modo – in questo caso si parlerà di circolarità di tipo meccanico in cui si realizza un feedback ottuso.
Si tratta di veri e propri loop comunicativi – apparentemente senza via di uscita – in cui nessuno muta la propria posizione e ad entrambe le parti sembra inibita ogni possibilità di cambiamento.
Si produrranno situazioni di stallo e/o riproduzione di schemi sempre uguali a sé stessi.
 

Feedback intelligente

Si parla invece di feedback intelligente quando i passi della relazione cambiano direzione. Prerogativa della circolarità di comunicazione è la neutralità di giudizio dei soggetti che non sono né buoni né cattivi, né brutti né belli in termini assoluti e oggettivi.

La circolarità che il feedback introduce, sposta l’attenzione dall’individuo ai processi e agli scambi che avvengono nel corso della comunicazione. In altre parole, uno studente non sarà stupido in assoluto ma si potranno creare relazioni con docenti che lo renderà tale.

La riflessione olistica pone al centro il fatto che è proprio a partire dalla dimensione della circolarità che si pone la relazione e ciò che in essa avviene in termini di scambio. Le dinamiche comunicative che si producono al suo interno possono valorizzare le capacità di un soggetto oppure deprimerle è importante perciò comprenderle.

Nel prossimo articolo esploreremo le due tipologie di scambi che Gregory Bateson individua: simmetrica e complementare.

Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione. (Zygmunt Bauman)

Bibliografia:
Pragmatica della comunicazione umana: P. Watzlawick, J.H. Beavin, D.D. Jackson – Casa editrice Astrolabio
Comunicare interagendo, i rituali della vita quotidiana: un compendio. La linea dell’arco e delle Pietre a cura di Valentina Rettore – Edizioni Utet